Nel precedente episodio avete deciso di far viaggiare i due protagonisti verso i confini esterni del complesso.

Ecco il seguito della storia.

Un’accelerazione quasi impercettibile annuncia l’avvio della capsula di trasporto. L’assenza di finestre rende impossibile ai due occupanti rendersi conto dell’effettiva velocità del mezzo.
Seduti uno di fronte all’altra su comode panche rivestite di un materiale simile al memory, i due giovani si osservano senza proferire parola. I dubbi che attraversano le loro menti sono troppo spaventosi per poter essere espressi.

Almeno per i primi dieci minuti.

«Hai idea di dove porti questo coso?» domanda esasperato Alessio.
«E come potrei?»
«Non puoi fare una delle tue magie con…»

«Adesso Ale? Non mi sembra il momento!». Lucia lo guarda maliziosamente, poi scoppia a ridere.

«No, intendevo con il computer…» balbetta il ragazzo, imbarazzato.
«Ne vedi uno?»
Alessio afferra il bordo di uno dei pannelli che ricoprono le pareti, nel tentativo di strapparlo via. La presa gli scivola e si ritrova con il sedere per terra.
Non contento, si getta con determinazione in un altro tentativo, con il medesimo risultato.
«Bravo!» lo schernisce l’amica.
«Almeno ho provato qualcosa» si difende lui, infastidito dalla brutta figura.
«Bene, ora che hai sfogato i tuoi ormoni maschili vieni qui, siediti dai. Non penso possiamo fare molto se non aspettare di arrivare a destinazione.»
Alessio annuisce mentre si siede accanto a Lucia. La vicinanza con la donna gli fa dimenticare per un momento l’ansia per il loro incerto futuro. Voltandosi la stringe a sé per baciarla, ma sfortunatamente per chiunque stesse monitorando l’interno della cabina, proprio in quel momento il mezzo si ferma e con un movimento dolce cambia direzione, emergendo in superficie.
«E ti pareva!» si lamenta il giovane.

I due compagni escono dalla capsula, posando i piedi su un terreno polveroso.
«Ale, guarda! La foresta…»
«Non avevi detto che dalle mappe risultava essere estesa per migliaia di chilometri?»
«Già. Abbiamo viaggiato molto velocemente.»
Il limitare degli alberi è infatti alle loro spalle, distante qualche decina di metri. Davanti a loro solo un deserto di sabbia pietrificata.
E un signore paffuto che si avvicina muovendo a fatica le corte estremità inferiori.
«Salve, salve» ansima una volta giunto al loro cospetto. «Benvenuti al confine.»
«Il confine?» ripetono in coro i due giovani.
«Sì cari. Siete al secondo livello. Gioite!»
«No, era Alex quello al secondo stadio, noi…» spiega Alessio.

«No, no. Il secondo livello, non avete letto il manuale?»

«Quale manuale? Senti, sai dove ci troviamo? Una foresta così grande, e un deserto…di certo non più in Italia, vero?» domanda la ragazza.
«Italia? Siete italiani?»
«Ma certo, e lo sai bene anche tu visto che parli la nostra lingua!»
«Ma no, io…ma voi…oh, capisco. Stavo per commettere un errore. Come vi chiamate?»
«Io sono Lucia, e lui Alessio.»
«Bene Lucia e Alessio, seguitemi.»

Leggi l’episodio seguente.

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