Nel precedente episodio avete optato per l’imponente muraglia che circonda tutta la foresta.

Ecco il seguito della storia.

«Seguirti…dove?» domanda Alessio guardandosi intorno, disorientato.
Lo sconosciuto indica un punto nel vuoto. «Lì, è ovvio».
«Non vedo nulla.»
«Oh, che sbadato.»
Il signore paffuto estrae dalla tasca un telecomando e preme un pulsante. Immediatamente un’imponente muraglia dall’aspetto solido e moderno appare a pochi metri da loro, oscurando il Sole.
«Avevo dimenticato l’antifurto» spiega, come se fosse del tutto ovvio. Poi senza ulteriori richieste si gira e si avvia verso un’ampia scalinata che porta verso l’accesso alla struttura.
I due giovani si affrettano a seguirlo, più per curiosità che per fiducia. Una volta entrati, si ritrovano in un ambiente molto ampio. La parete opposta è ad almeno un centinaio di metri da loro.
Lucia guarda l’amico, stupita. «Quanto è spesso il confine?»
«Oh, il muro circonda tutto il complesso per migliaia di chilometri, ma ha uno spessore di pochi metri. È sufficientemente impenetrabile» spiega lo sconosciuto.
«Non è possibile. Questa stanza è…»
«Sì, sì. È più grande dentro. Del tutto normale, le vostre case non sono così? Ah, già, continuo a dimenticarmi. Il fatto è che siete i primi ad arrivare fino a qui, e pensavo che sapeste già…ma è evidente che mi sbagliavo. In realtà non so bene cosa fare di voi.»
«Potresti spiegarci cosa sta succedendo?» azzarda Alessio.
«Oh, è una buona idea. Da che zona venite?»
«Da un laboratorio…»
«No, intendevo chi era lo scienziato che gestiva la vostra area.»
«Visconti. Ma è morto.»
«Oh, no, non è morto…»
Il giovane indica la ragazza. «Ma certo. L’ha ucciso lei!»
«Sì ma…non importa. Ora capisco perché vi hanno mandati qui. Comunque, mi chiamo Magnani» conclude, tendendo la mano verso di loro.
I due amici la stringono, per rispondere al gesto cordiale. Poi attendono ulteriori delucidazioni.

Che non arrivano.

«E quindi?» domanda Lucia spazientita.
«Cosa?»
«Dovevi spiegarci cosa sta succedendo.»
«Oh, è ovvio, avete causato problemi là e ora siete qua.»
«Questo lo sapevamo già.»
«Ottimo!»
«Sì, ma cosa dobbiamo fare qua?»
«E che ne so? Io dovevo solo accogliervi, portarvi qui e dirvi il mio nome. Credo. Un momento.»
Magnani estrae da un taschino interno del panciotto che indossa un foglietto di carta spiegazzato.
«Mmm» mugugna. «Sì, perfetto. Io mi ritirerei allora, sono un po’ stanco.»
Alessio lo ferma, tenendolo per un braccio.
«Aspetta! Non puoi lasciarci così, devi spiegarci perché siamo qui, perché ci siamo risvegliati senza memoria in questo luogo!»
«Oh, no, questa non è una buona idea. Comunque se andate verso quell’angolo» lo sconosciuto indica un punto poco illuminato in fondo alla stanza «troverete qualcosa che vi sarà utile per iniziare. Arrivederci, forse.»
Pronunciate queste parole Magnani si affretta ad andarsene.
I due giovani, se possibile più confusi di quando erano arrivati, non hanno altra scelta che avviarsi verso la zona indicata loro dallo strambo paffutello.


Il sondaggio si chiuderà Venerdì 28 Aprile alle ore 23:59.

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