Nel precedente episodio avete di far trovare a Lucia e Alessio dei libri.

Ecco il seguito della storia.

I due giovani si avviano verso l’angolo oscuro indicato da Magnani. Appena giunti, una luce soffusa si accende sopra di loro a illuminare un piccolo tavolo metallico. Su di esso una pila di libri senza copertina e una mela.
Lucia agguanta il frutto, addentandolo.
«Ehi, ho fame» esclama osservando l’espressione sul viso dell’amico. «Non è che si trovi granché da mangiare là fuori.»
«Tranquilla, io odio le mele. Sono cattive.»
«Questa è buonissima» farfuglia la ragazza, impegnata in un altro morso.

«Intendevo caratterialmente.»

Lucia si blocca e lo guarda perplessa inclinando la testa. Lui sostiene il suo sguardo per qualche secondo, con serietà. Poi scoppia a ridere.
«Stavo scherzando. Vediamo questi libri, magari c’è qualcosa che può chiarirci meglio la situazione.»
Alessio prende in mano il primo volume della pila e lo sfoglia.
«Tentare di non amarti» declama ad alta voce, leggendo il titolo. «Vuoi leggerlo tu?».
«Perché sono una donna e quindi dovrebbero piacermi queste schifezze?» risponde indignata l’amica.
Accortosi del madornale errore, il giovane si affretta a smentire. «No, no, non intendevo…ma vediamo quest’altro.»
Agguanta come un salvagente il secondo libro. «L’amore mai nato.»
«Un altro rosa» intuisce Lucia.
Intanto il ragazzo esamina rapidamente i tomi rimanenti.
«Sono tutti così. Romanzi. A cosa ci possono servire?»
«Certamente a capire che Magnani ha pessimi gusti. Però…ho notato una cosa.»
Lucia controlla gli altri libri, poi indica l’angolo ripiegato di una pagina.
«Un segnalibro, immagino» suggerisce Alessio.
«È ovvio, ma guarda. Ce ne sono due per ogni volume. Perché?»
«Forse Magnani non è il solo a…»
«Tutti? Perché non leggerne uno per volta?»
Alessio mugugna, confuso.
«Coppie di pagine…coppie di numeri. Ho già visto qualcosa del genere…aspetta!»
La giovane si muove decisa verso il centro della parete. L’amico la segue, trafelato.
Giungono a un’apertura, all’esatto opposto di quella dalla quale sono entrati. La oltrepassano. Ora la giovane sembra in cerca di qualcosa.
«Vuoi dirmi cos’hai in mente?»
«Vedi se trovi un terminale. Un computer. Qualcosa. Penso che i numeri indicati dalle pagine siano…» si blocca improvvisamente «eccone uno!»
I due si avvicinano allo schermo.
«Allora?» domanda impaziente Alessio.
«Quando spiavo uno dei laboratori nel quale mi ero introdotta, ho visto utilizzare mappe con coppie di coordinate per indicare i vari luoghi. Quei libri potrebbero essere un’indicazione.»
«Proviamo!»
La giovane richiama una pianta dell’edificio sul computer. La struttura è immensa, un anello quasi perfetto con migliaia di stanze dalla forma regolare, ma di dimensioni differenti.
Dopo aver inserito le cinque coppie di numeri ricavate dai libri, altrettanti puntini si illuminano.
«Cinque stanze. Tutte identiche. A distanza regolare da questi locali che penso siano accessi alla muraglia come quello che abbiamo appena lasciato.»
«Non può essere una coincidenza» deduce Alessio. «Senza di te non ci sarei mai arrivato.»
«Mi ripagherai più tardi» lo stuzzica la giovane, sorridendo maliziosamente. «Ora andiamo, la prima stanza è molto vicina.»

Leggi l’episodio seguente.

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