Nel precedente episodio avete preferito la ricomparsa di una vecchia conoscenza.

Ecco il seguito della storia.

Lo sconosciuto si avvicina agli occupanti della stanza.
«Visconti! Ma come…» esclama stupita Lucia.
«Eri morto!» le fa eco Alessio.
Squagg ridacchia mentalmente, reazione che suonerebbe molto strana per un umano in quella situazione, ma non per un indigeno del gigante gassoso.
«Sì è vero, mi avete visto morto» conferma il vecchio professore.
Una pausa di silenzio amplifica il significato di quelle parole.
«E quindi?» domanda la ragazza spazientita.
Squagg continua con l’apparente ilarità. «Davvero non ci arrivate? Scusa, cosa mi hai raccontato di aver visto nei laboratori sparsi per la foresta?»
La giovane ci pensa per qualche secondo, poi realizza. «I cloni! Anche il Visconti che abbiamo conosciuto lo era?»
«Ma certo» si intromette lo scienziato. «Ti pare che un umano sano di mente verrebbe a vivere in questo posto finché non è ancora pronto?»
«Pronto per cosa?»
«Per la vita, che diamine! Lo stiamo terraformando, con l’aiuto degli abitanti di Europa, ma è un processo abbastanza lungo.»
«E noi cosa c’entriamo?» domanda Alessio, avviato verso l’indignazione.
«Oh, voi siete esperimenti, forza lavoro. Cose del genere. Ogni tanto su migliaia di replicati, qualcuno esce male.»
«Ah, quindi noi siamo usciti male!»
«È evidente figliolo, visto che siete scappati fin qua.»
Lucia è confusa. «Veramente non siamo scappati. Ci ha mandati la dottoressa…»
«Sciocchezze!»
«Ma no…»
A quel punto l’alieno si intromette.
«Scusate, potrete continuare la vostra rimpatriata dopo. Visconti, vuoi spiegarmi invece perché non ci avete risvegliati al momento stabilito?»
«Oh, quello è stato un desiderio dei nostri alleati. Ci hanno chiesto di tenervi ostaggio fino al completamento dell’invasione del vostro pianeta.»
Finalmente il gioviano appare spazientito. «Invasione?»

«Ho detto invasione? Volevo dire sterminio della vostra specie.»

Squagg tremola come un budino terrorizzato.
«Cosa?»
Visconti scuote le spalle con noncuranza. «Non è affar nostro. A noi interessava poter colonizzare Marte, e in fretta. Grazie al cielo i nostri amici di Europa ci hanno aiutato, a differenza vostra.»
«Umani!» esclama l’alieno. Digrignerebbe i denti, se li avesse.
«Non è possibile!» sbotta Lucia. «Noi terrestri non siamo così cattivi!»
Visconti sbuffa. «Siete proprio difettosi se non ricordate neanche la catastrofe imminente che ci ha spinti ad agire così.»
«Cioè?»
«La Terra sta per diventare un posticino piuttosto inospitale. I nostri scienziati hanno previsto l’eruzione di un enorme supervulcano nei prossimi decenni. Dobbiamo spostarci in fretta.»
I due giovani rimangono a bocca aperta. In che incubo si sono ritrovati?
«Quindi per salvare noi stessi, partecipiamo allo sterminio di un’altra specie?» domanda Alessio.
«Ma è ovvio. Prima gli umani!» risponde il professore, esaltato.»
Lucia tenta di fuggire verso la porta, ma il vecchio la ferma. «Come ho detto, non andrete da nessuna parte.»
«E come pensi di fermarci? Non hai armi e sei da solo.»
«Già, ma ho questo» risponde Visconti, mostrando un piccolo telecomando. «Ucciderà i tuoi amici» afferma rivolto a Squagg. «Probabilmente ormai siete gli ultimi gioviani esistenti, non obbligarmi a portare a termine la vostra estinzione.»

Leggi l’episodio seguente.

L’immagine in evidenza è di Wikimedia Commons.

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