Nel precedente episodio avete deciso che l’alieno attacchi il Professore, incurante della minaccia.

Ecco il seguito della storia.

Squagg si muove verso Visconti, con l’intenzione di attaccarlo.
Intuendolo, il Professore lo ferma con un gesto della mano.
«Cosa vuoi fare? Non pensare che sia un bluff. Premerò questo pulsante se oserai avvicinarti di nuovo.»
«Oh, davvero? Non ci crederai, ma ci conto.»
«Che intendi? Ti ho detto di non avvicinarti!»
Il gioviano sembra impazzito. Sordo a qualsiasi ordine o imprecazione del vecchio, si getta di scatto verso di lui e lo avvolge con i suoi tentacoli fluttuanti.
E stringe.
Il petto dell’anziano professore si tende, cercando di gonfiarsi per respirare, ma la morsa è troppo stretta. D’improvviso il suo corpo si accascia a terra, esanime.
«È morto?» domanda Alessio.
«Di nuovo?» gli fa eco Lucia.
L’alieno annuisce. «Naturalmente tornerà. Dobbiamo fare in fretta, ora.»
La ragazza è titubante. «Ti sei accorto, vero, che prima che tu lo raggiungessi ha premuto il bottone?»
«Certo.»
«Quindi anche i tuoi amici…»
Squagg sorriderebbe, se solo potesse farlo. Senza questa espressione, la sua risposta è enigmatica. «Vedrete. Ora dobbiamo andare. Lasciate che vi avvolga, non vi farò del male.»
I tentacoli del gioviano si allungano e attorcigliano intorno ai due umani, sollevandoli da terra senza nessuno sforzo. Quindi, il nuovo essere composto si getta in una corsa sfrenata, che fa quasi perdere i sensi ai due giovani passeggeri. Il viaggio in questo modo è fulmineo, interrotto solo da quattro soste in altrettante stanze identiche a quella che ospitava Squagg.
Ogni volta la scena che si ripete è la stessa. L’alieno, avvicinatosi al sarcofago di stasi al centro della camera, lo apre con un gesto e una nuvola di fumo e polveri colorate si leva dal suo interno, svanendo in pochi secondi.
«Cosa stai facendo?» prova a chiedere Lucia alla prima iterazione.

Nessuna risposta.

Il tutto si compie in un tempo brevissimo, non superiore ai quindici minuti. Le distanze enormi all’interno del complesso circolare sono superate a una velocità che ci si aspetterebbe causi la distruzione di qualsiasi corpo organico, perlomeno dei due terrestri, mentre alla fine i nostri protagonisti sono ancora in perfetta salute.
Nell’ultima tappa il copione non è diverso dalle precedenti. Apertura, fumo colorato, attesa. Solo il finale cambia.
Da un apertura nella parete, forse un’altra porta, esce un certo paffutello di nostra conoscenza.
«Ciao, Squagg.»
«Magnani. Sei arrivato, quindi.»
L’ometto sorride. «Non ti avrei mai abbandonato, amico. Come è andato il piano?»
«Bene. Visconti si è comportato esattamente come avevi detto.»
«Beh, certo, ho fatto in modo che seguisse i miei suggerimenti. Certo, se avesse saputo la verità…»
«Non si sarebbe mai fidato, ovviamente.»
Lucia si intromette fisicamente tra i due. «Ehi, non sarebbe ora di spiegarci qualcosa?» domanda infastidita.
Magnani sorride di nuovo. «Ehi, ci sono anche i gio…cioè, i due ragazzi. Mi sbaglio sempre.» Scuote la testa. «State bene?»
«Sì, sì» taglia corto la giovane. «Cosa significa tutto questo?»
Squagg tremola di eccitazione. «È presto detto».

Leggi l’episodio seguente.

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