Nel precedente episodio avete deciso di resuscitare i compagni gioviani di Squagg.

Ecco il seguito della storia.

«Cosa hai intenzione di fare?» chiede Lucia, assetata di conoscere la verità.
«Scusami umana, ho poco tempo. Ti spiego dopo.»
Squagg avvolge con i due tentacoli il capo di Magnani, unendosi a lui in una forma piuttosto ridicola, a onor del vero.
A poco a poco, il corpo dell’ometto paffuto si dissolve, lasciando un vuoto in apparenza incolmato.
«L’hai ucciso!» si intromette la donna, indignata.
«No. Zitta!» le intima l’alieno, ancora concentrato sull’operazione.
La materia di Magnani scomparsa, atomo per atomo inizia a ricomporsi in forma diversa. Nello specifico, quella di altri quattro esseri tentacolari e fluttuanti, del tutto simili tra di loro per un occhio non allenato.

Uno di essi si avventa su Squagg, stringendolo in un abbraccio gentile.

«Agrab!» esclama il gioviano salvato dai due umani. «Lui è il mio compagno» spiega poi.
«Tipo una fidanzata?» domanda Alessio, sorpreso.
Gli alieni ridono. «Più o meno. Su Giove non esistono differenze sessuali precise, come sulla Terra. Ci riproduciamo con tutti.»
Agrab ridacchia. «Alcuni davvero con tutti, vero?». Entrambi si voltano verso un terzo gioviano.
«Va bene, ci racconterete dopo le vostre avventure erotiche. Potrebbe essere un genere di tendenza in Rete. Adesso vorremmo per favore sapere cosa sta succedendo.»
«La bambina qui ha ragione» afferma Agrab.
«Veramente sarei una donna», lo corregge Lucia in tono gelido.
«Oh scusa, non sono ancora abituato a distinguervi. Siete così simili…»
L’umana alza le spalle. «Perdonato. Quindi?».
«È semplice» le risponde Squagg, «quando abbiamo ricevuto le delegazioni umane per progettare insieme quella che avrebbe dovuto essere una conferenza di pace, ci siamo dimenticati di rivelarvi un piccolo segreto. Anche se uccisi, possiamo rigenerarci se le nostre energie vitali non sono disperse, e se abbiamo a disposizione un simulacro.»
«Magnani…una specie di backup dei vostri corpi. Quindi non era un umano.»
«Già. Era solo dissimulato così, per confondersi tra voi. Un regalino per Visconti.»
«Quindi sapevate già che non sarebbe stata davvero una conferenza di pace, ma…»
«Una trappola? L’attacco degli Europei? Ovvio. In questo momento, miliardi di noi stanno attendendo che noi portiamo a termine la nostra missione, per rigenerarsi e contrattaccare.»
«Neanche su Europa sanno?»
«No, loro ci conoscono bene. Li abbiamo solo ingannati. Abbiamo fatto loro credere che una certa sostanza presente solo sulla Terra, e fornita da voi umani, fosse in grado di sterminarci definitivamente. Non era vero.»
«Perché?»
«Per convincerli ad attaccare in massa e lasciare indifesa la loro luna. Essendo meno numerosi di noi, hanno sempre attuato una tattica di schermaglie, atti terroristici, cose del genere. Avremmo potuto contrattaccare e distruggerli, ma non volevamo perpetrare un genocidio.»
«Quindi avete fatto in modo che molti di loro si spostassero su Giove.»
«È perspicace questa umana» si intromette Agrab.
«Vero. A differenza dell’altro.»
«Ehi!» si lamenta Alessio, che era effettivamente rimasto muto durante la conversazione, non sapendo cosa dire.
Sorridendo, Lucia riprende l’interrogatorio. «E perché voi siete venuti qui invece di partecipare alla battaglia?».
«Perché questa in cui siamo non è davvero soltanto un’astronave, così come le cabine di stasi non servivano a proteggerci, ma a contenere le nostre energie vitali nel caso probabile in cui voi umani voleste ucciderci. Questa struttura è un’arma che ora attiveremo contro Europa. Non potevamo costruirla su Giove. Ci avrebbero sicuramente scoperti, e poi va sparata da molto distante.»
Alessio è eccitato, finalmente si parla di armi!

«Quindi avete trasformato Marte in un enorme cannone?».

Squagg ride. «Più o meno. E ora salutate Europa.»

Leggi l’ultimo episodio.

Annunci